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© Gabriele Vitella

Un blog che vuol essere un caffè con le Muse.

S
enza l’Arte non potremmo essere vivi.


 
23 Novembre 2023

 
  Intramontabile destino  
 

 

Anche questa volta torno a teatro. E lo faccio con uno spettacolo che è la versione per il palcoscenico di un celebre film dei primi anni Settanta, i cui memorabili interpreti furono Mariangela Melato e Giancarlo Giannini, in una delle loro migliori interpretazioni: Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto.

Quando Lina Wertmüller girò la pellicola, nel 1974, gli echi della grande contestazione non accennavano a spegnersi. Anzi. L’Italia stava attraversando un momento di cambiamenti epocali, che avrebbero segnato i tempi a venire.

Anni di lotte operaie e di fermento culturale che il nostro cinema ha immortalato nel corso del tempo.

E Travolti da un insolito destino raccontava l’improbabile storia d’amore nata dopo un naufragio su un’isola deserta tra un marinaio siciliano comunista ed una ricca quanto viziatissima signora della Milano bene che di Sinistra non vuole proprio sentirne parlare.

Le vicende del film le conosciamo bene o male tutti e sono, come si accennava, frutto dell’analisi di una regista attenta ai mutamenti sociali come la Wertmüller.

Che sarebbe stata felice di vedere il testo scritto con Valerio Ruiz nell’adattamento di Marcello Cotugno e Irene Alison portato in scena al teatro Quirino di Roma, tappa di una tournée in varie piazze italiane che vede come interpreti principali Euridice Axen e Giuseppe Zeno, affiancati da Barbara Alesse, Alfredo Angelici e Francesco Cordella.

Lo spettacolo ripercorre le vicende cinematografiche, ma attualizzandole e conducendo lo spettatore ad una serie di inevitabili riflessioni.

Anzitutto che il mondo, negli ultimi cinquant’anni, non è affatto cambiato.

I ricchi restano, nel caso specifico, avulsi dal mondo reale in cui si consumano grandi e piccoli drammi di una consistente fetta d’umanità costretta a servire per vivere. O quantomeno a tollerare il capriccio del padrone viziato di turno. Fino a che i ruoli non si invertono ed il vessatore diviene vessato.

Nel film si parla di un proletario siciliano che si affranca, seppur per un breve periodo ed in una situazione particolarissima, con una notevole dose di autorità.

Sul palco, abbiamo invece un immigrato di seconda generazione a rappresentare quell’umanità in cerca di riscatto che alcuni vedono sempre troppo di traverso, anche per via del leitmotiv della paura dell’altro che viene da una terra diversa dalla nostra.

I tempi hanno cambiato volto ai protagonisti, ma le tematiche sociali, insomma, sono bene o male le stesse.

E forse c’è da riflettere anche sul personaggio di Raffaella Pavone Lanzetti che fu un capolavoro della Melato nella versione cinematografica.

Nello spettacolo teatrale, i momenti in cui la ricca viziata viene – diciamo così – piegata da Carunchio fanno inevitabilmente pensare agli accadimenti di cronaca più recenti che sfociano nell’omicidio di genere.

La bravura dei due interpreti odierni lascia, nello spettatore più attento, modo di riflettere su come possa essere fin troppo semplice esercitare potere attraverso la forza e la conseguente sottomissione da parte dell’uomo sulla donna, che è e resta sostanzialmente indifesa in una situazione limite.

Il secondo atto, quello del naufragio vero e proprio, fa sorridere, certo. Ma, ripeto, fa anche riflettere. E molto. Proprio per la sottolineata bravura e per la sensibilità dei due attori principali, che nulla hanno da invidiare agli straordinari protagonisti della versione cinematografica.

D’altronde, Euridice Axen è una delle migliori attrici di prosa (e non solo, se guardiamo alle interpretazioni televisive e per il grande schermo) di questo Paese.

Passa con grande facilità dal registro comico a quello drammatico e sa perfettamente come tenere la scena catalizzando l’attenzione del pubblico.

Ripeto, parliamo di un’interprete con una solidissima preparazione e con un curriculum di tutto rispetto.

Il suo partner in scena, Giuseppe Zeno, possiede anch’egli una vis teatrale indubbia, che lo porta ad essere un interprete vigoroso e capace, in grado di suscitare approvazione a scena aperta più di una volta.

Ed il pubblico, in effetti, partecipa con piacere all’intero spettacolo, ridendo di gusto ed applaudendo in più occasioni, complici anche le belle prestazioni attoriali dei già citati Alesse, Angelici e Cordella.

Due ore di spettacolo scorrono piacevolmente. Talmente tanto che viene la voglia di ritornare a vederlo.

Ed anzi, se in un futuro prossimo si dovesse pensare di girare il remake cinematografico (ne è stato già fatto uno poco più di vent’anni fa, di marca statunitense ma decisamente molto lontano dai fasti e dal successo del film originale) attualizzandolo, basterebbe portare questi stessi interpreti sul grande schermo.

Sarebbe un bellissimo omaggio postumo al genio della Wertmüller.

 

 
  Gabriele Vitella
 
 

Note spettacolo:

TEATRO QUIRINO
21 novembre - 3 dicembre 2023

“TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO NELL’AZZURRO MARE D’AGOSTO”
di Lina Wertmüller
in collaborazione con Valerio Ruiz


Adattamento di Marcello Cotugno e Irene Alison

personaggi e interpreti:

Raffaella Pavone Lanzetti
Euridice Axen
Gennarino Carunchio
Giuseppe Zeno
Anna Barbara Alesse
Toti Alfredo Angelici
Pippo Francesco Cordella

Regia
MARCELLO COTUGNO

Scene Roberto Crea
Light designer
Pietro Sperduti
Costumi
Lisa Casillo

 



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